fbpx

ARTRODESI VERTEBRALE

L’artrodesi vertebrale è una tecnica chirurgica che indica generalmente la fusione di uno o più segmenti vertebrali. Si avvale dell’impianto di viti posizionate nel corpo della vertebra attraverso una porzione di essa chiamata peduncolo tra l’altro utilizzando tragitti diversi, uno classico convergente e uno innovativo divergente (Fig. 1). Le viti vengono collegate con delle barre in titanio e chiuse con dei dadi, di fatto bloccando il segmento vertebrale. Viene eseguita quando il paziente soffre di dolore lombare che sia causato da:

1) Una grave instabilitá vertebrale che provoca lombalgia cronica e resistente a 6 mesi di terapia conservativa;

2) Quando, durante il trattamento di decompressione del canale vertebrale per stenosi lombare, è necessario rimuovere una porzione osteo-legamentosa della vertebra (faccetta articolare) rendendola di fatto il segmento vertebrale instabile;

3) Fratture vertebrali instabili.

E’ indicata come artrodesi anche l’impianto di fissatori interspinosi con l’obiettivo di fondere i processi interspinosi e di stabilizzare di concerto i processi articolari che spesso sono generatori di dolore lombare cronico.

Negli ultimi anni hanno preso il sopravvento, grazie ad una forte spinta innovativa tecnologica, tecniche di artrodesi intersomatiche: in pratica oltre al posizionamento delle viti vertebrali si rimuove il disco vertebrale e si rimpiazza con una gabbia che può essere in PEEK (un materiale plastico) o in titanio. L’aggiunta della gabbia ha diversi vantaggi quando viene indicata correttamente:

1) Nelle scoliosi il loro utilizzo permette di riallineare il segmento vertebrale colpito correggendone la curva

2) Restituisce la giusta distanza tra i corpi vertebrali aumentando l’area del forame di coniugazione vertebrale. Infatti l’assottigliamento del disco vertebrale ed il conseguente restringimento del forame vertebrale sono frequenti cause di dolore cronico lombare e alle gambe

3) Restituisce la giusta lordosi al tratto lombare trattato attraverso l’uso di gabbie correttamente angolate e posizionate nella metà anteriore dello spazio discale

4) Consente di trattare con successo i pazienti (strettamente selezionati) che soffrono di dolore lombare discogenico resistente a 6 mesi di terapia conservativa e che presentano segnali di alterazione, infiammazione (MODIC) a carico delle vertebre contigue al disco vertebrale

5) Permettono di dare una maggiore stabilità quando si eseguono correzioni cruente di spondilolistesi per cui è necessario bloccare qualsiasi movimento del disco vertebrale.

Le gabbie possono essere posizionate attraverso diversi approcci: posteriore, quando rappresenta uno dei passaggi della decompressione bilaterale o monolaterale del canale vertebrale, prendendo il nome di PLIF (Posterior Lumbar Interbody Fusion) o TLIF (Transforaminal Lumbar Interbody Fusion); laterale, nei casi di intrattabile instabilitá vertebrale anche associata a lieve stenosi lombare prendendo il nome di XLIF (eXtreme lateral Lumbar Interbody Fusion); o anteriore, tecnica usata soprattutto nei casi di revisione chirurgica di pregressi interventi che hanno causato o non sono stati in grado di correggere una perdita pressoché completa (ALIF, Anterior Lumbar Interbody Fusion).

Fig.1 – Viti penduncolari posizionate con traiettoria divergente

VALUTA IL TUO DOLORE

Grazie ad breve quiz aiuterà Lei e i nostri chirurghi a capire meglio cosa stia causando il Suo dolore vertebrale e/o irradiato alle braccia o alle gambe. Le servirà solo qualche minuto.

SCRIVI UN COMMENTO PUBBLICO

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Informativa Breve Consenso Privacy*